Scoccata Fatale – Parte 2

Serie: The Hunter

Fu un colpo esemplare, non un tremolio ne offese la mira. Sarebbe riuscito a colpire la bestia, se questa non avesse spezzato la freccia con una sferzata di coda e con essa l’autostima del ragazzo.

«No!» esclamò con forza pari alla delusione provata in quell’istante.

Dinanzi al fallimento cercò invano la figura paterna. Era svanito, senza lasciare traccia, quasi non ci fosse mai stato, lasciandolo in quella folla di ombre mentre il coraggio si riduceva a una fiaccola sul punto di spegnersi al minimo respiro del Belzeb. Quest’ultimo si voltò verso di lui, il sangue del cadavere gocciolava dal folto pelo sotto la bocca simile a una barba d’uomo, spalancando le zanne con sguardo feroce senza emettere alcun verso. Palese era la sua furia. Le fiamme degli occhi divampavano ancor più di prima. Dopotutto è risaputo che non c’è modo miglior di destar l’ira di una belva se non disturbarla durante un meritato pasto.

Schioccava la lunga coda sul pavimento e sulle pareti di pietra, lasciando profondi solchi così da far ben presagire al ragazzo che cosa gli sarebbe capitato se fosse stato colpito da una sola di quelle frustate. Si muoveva lentamente attorno alla luce creata dalla flebile fiamma di Enedor, diventando quasi un tutt’uno con le nere pareti della grotta, lasciando intravedere solo le fiamme bluastre. Ivon si tenne quanto più lontano dall’oscurità che lo circondava.

“Dove sei padre? Mi hai abbandonato?” Queste e tante altre domande simili affollavano i suoi pensieri, guardando con occhi spalancati le luci muoversi intorno a lui. Nonostante il caos predominasse mente e corpo, maldestramente raccolse un’altra freccia dalla faretra che gli scivolò dalle mani impastate di paura. Si chinò raccogliendola frettolosamente rialzando lo sguardo, con arco teso, verso le fiamme, scoprendo con sgomento che non c’erano più. Le cercò, oscillando lo sguardo ovunque ma senza trovar nulla, neppure una scintilla. Senza rendersene conto, il silenzio si era disteso sulla grotta lasciandolo in un’apparente lieta solitudine. E mentre il gelido vento sussurrava fra gli anfratti rocciosi insinuandosi fra le vesti del ragazzo fino a raddrizzarne i peli, pensò ingenuamente:“Se n’è andato?”

Abbassò incautamente l’arma e con essa l’unica cosa che frenava  la creatura. D’un tratto il Belzeb emerse dalle ombre in un poderoso balzo verso di lui. Ivon sentì il cuore stringersi nella rude morsa dell’imminente morte che sopraggiungeva con zanne e artigli.

Di colpo un’altra figura sbucò fuori dalle nere viscere della grotta: Enedor, che si fiondò sul fianco del Belzeb conficcandogli la Ogrem nello stomaco fino a spingerlo e a trattenerlo a terra con tutto il corpo. Un’immane gemito di dolore risuonò nella grotta. La bestia si dimenava, gridando e scalciando, schioccando e sferzando la coda alla cieca, colpendo alle volte il possente Enedor. Ivon rimase lì, a fissare la scena in un misto di sollievo per la ricomparsa del padre e di terrore per la cruenta colluttazione.

«Cosa diavolo stai aspettando?!» gli gridò l’uomo, destandolo dal suo torpore.

Il figlio tese di nuovo l’arco cercando di raccogliere il sangue freddo di prima. Un raccolto che si rivelò aspro e futile. Troppo agitato, troppo preso dalla dinamica degli eventi, travolto dalle sue stesse emozioni. Nervoso, deconcentrato, i precedenti fallimenti erano ferite aperte che grondavano la mente di avvilenti pensieri. Enedor gli lanciò uno sguardo furioso con il volto che arrossiva e le vene calcate sulla fronte. Ogni fibra del corpo era votata a bloccare la belva, tenendola avvolta in una forte stretta con il braccio sinistro mentre premeva la lama con la mano destra e, per ogni centimetro di cartilagine attraversata, la bestia lo premiava con frustate sempre più forti.

«Ragazzo!» gridava ancora. Tutto inutile. Era nella traiettoria insieme alla belva, rendendo ancor più difficile la prova di Ivon. Sbagliare poteva rivelarsi fatale, e di questo ne era ben conscio.

La paura del fallimento si tramutò in puro terrore, attraversando ogni parte del corpo fino a dipingere di cera il giovane volto. Il respiro accelerava, le mani tremavano con fitte al torace simili a pugnalate. Il mondo davanti a lui sbiadiva tra lacrime di disperazione. Alla fine il tempo elargito con sudore e sangue dal padre giunse al termine con un ultimo colpo di coda. Enedor dovette cedere. La bestia, ormai libera dalla sua morsa, con un’altra sferzata di coda lo scaraventò via. Ivon stavolta era veramente da solo. Nonostante la spada rimasta conficcata tra le budella, la creatura si lanciò feroce sul ragazzo a fauci aperte.

Lì, nel bilico tra la vita e la morte, qualcosa scattò in Ivon. Le mani improvvisamente smisero di tremare, il respiro tornò regolare, la vista limpida e acuta con la mente forgiata d’incanto in un’affilata e gelida lama. In quello sguardo non vi era più alcuna traccia dell’immacolata innocenza di prima. Era freddo, distaccato, totalmente estraneo alla fatalità del momento, e per un attimo sembrò sogghignare perfino. Tutto si capovolse, il predatore divenne preda. Le dita lasciarono la presa sulla freccia, scagliandola con efferata precisione nella bocca del Belzeb in una traiettoria diagonale fino a penetrarne il duro cranio. La bestia cadde rovinosamente a terra con le fiamme negli occhi e nella bocca che si affievolirono fino a estinguersi. Prova incontestabile della sua morte.

Cessato pericolo, il viso di Ivon ritornò alla fanciullezza di sempre come destato da un sogno ad occhi aperti. Non appena si rese conto del Belzeb davanti ai suoi piedi, cadde dallo spavento, confuso e sfinito: non gli era chiaro cosa fosse appena successo.

Il padre, Enedor, si avvicinò senza mostrare il benché minimo cenno di sofferenza nonostante le evidenti ferite. Guardò Ivon con il solito sguardo indifferente, per poi volgersi verso la bestia, estraendo la lama dallo stomaco. Tornò dal figlio, alzando la grande mano che incombeva come un empia ombra sulla testa di Ivon. Mai come in quel momento suo padre sembrava così incredibilmente enorme. Abbassò la testa, chiuse gli occhi, pronto per ricevere la severa lezione.

Inaspettatamente, sentì un tenue calore sulla testa. Quando riaprì gli occhi scoprì che era quella stessa enorme mano di prima, d’un tratto diventata un po’ più piccola.

«Bravo ragazzo.»

Non capiva il perché di quel complimento, ma non gli fu necessario domandare poiché l’espressione che aveva in viso era ben più eloquente di lui.

«È vero, hai fallito il primo colpo, hai esitato con il secondo, eppure quando la tua vita era in pericolo non lo hai fatto. Ricorda quell’istante, focalizzalo, e stampalo nella tua mente come una macchia indelebile» disse, mentre tendeva  quella stessa mano al ragazzo che l’afferrò per rialzarsi. Nella ritrovata serenità, Ivon comprese anche un’altra cosa: suo padre si sarebbe potuto occupare da solo della creatura, poteva spezzargli il collo o sbudellarlo. No, doveva essere suo figlio a infliggere il colpo decisivo.

Dopo aver lanciato un’altra occhiata al Belzeb, Enedor espresse un’inaspettata perplessità.

«È strano.»

«Cosa padre?»

«Ragazzo, ricordi che cosa hai detto prima sui Belzeb?»

«Che sono noti come Buia Morte perché cacciano di…oh.»

Ed ecco scovata la stranezza che forse avrete intuito anche voi.

«Esatto. Per quale motivo allora un Buia Morte se ne va in giro in pieno giorno?»

Dopo un breve momento di riflessione, il padre decise di lasciar perdere.

«Ormai è irrilevante. Torniamo a casa»

«Si, padre!» rispose orgoglioso.

Enedor si caricò sulle spalle la carcassa del Belzeb, dirigendosi verso l’uscita. Ivon lo seguì, o almeno quella era l’intenzione se non avesse udito un piccolo gemito provenire dal cadavere mutilato.

Serie: The Hunter
  • Episodio 1: Scoccata Fatale – Parte I
  • Episodio 2: Scoccata Fatale – Parte 2
  • Episodio 3: Scoccata Fatale – Parte 3
  • Episodio 4: Scoccata Fatale – Ultima Parte
  • Episodio 5: Epilogo
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    Commenti

    1. Micol Fusca

      Ciao Daniele. Mi piacciono i finali “tensivi”, resta addosso l’ansia di “sapere”. Inizio a farmi qualche domanda su questi cacciatori e sulla loro natura.

      1. Daniele Parolisi Post author

        Grazie ancora di seguire questa serie, sono lieto che stia destando il tuo interesse 🙂

      1. Daniele Parolisi Post author

        Grazie logan, mi fa veramente piacere sapere che le descrizioni siano piaciute. Naturalmente tenterò di renderle ancor più attraenti a ogni puntata 🙂

      1. Daniele Parolisi Post author

        Come sempre Marta ti ringrazio del tempo che dedichi ai miei racconti. Spero di riuscire ad alzare sempre di più il livello della qualità narrativa 🙂

    2. Giuseppe Gallato

      Ciao Daniele. Ho apprezzato questo episodio ancora più del primo: scritto veramente bene, con una punteggiatura egregia e uno stile attinente al genere, sempre coerente.
      Tra i tanti passi che ho giudicato alquanto ispirati, segnalo: “La paura del fallimento si tramutò in puro terrore, attraversando ogni parte del corpo fino a dipingere di cera il giovane volto. Il respiro accelerava, le mani tremavano con fitte al torace simili a pugnalate. Il mondo davanti a lui sbiadiva tra lacrime di disperazione.”
      Poi il nome “Buia Morte” è bellissimo!
      Complimenti, attendo il terzo episodio! 🙂

      1. Daniele Parolisi Post author

        Giuseppe ti ringrazio infinite per questa bella recensione e stai sicuro che il terzo episodio non sarà da meno 😉

    3. Dario Pezzotti

      Condivido le parole di Massimo, il fantasy classico ti calza a pennello. Ivon prosegue il suo viaggio verso l’età adulta; sono sicuro che prima o poi diventerà un guerriero migliore di suo padre e quando questo succederà…poveri Belzeb!

      1. Daniele Parolisi Post author

        Dario i tuoi apprezzamenti sono sempre ben graditi all’autostima XD
        Spero tu possa proseguire la lettura senza mai annoiarti e quando senti di dovermi criticare fallo senza remore mi raccomando 😉

    4. Massimo Tivoli

      Altro pregievole episodio. Si vede che il fantasy classico ti calza perfettamente. Scritto molto bene. Il Belzeb è duro a morire, ma non si tratta di un qualsiasi Buia Morte… 😉

      1. Daniele Parolisi Post author

        Grazie moltissimo del commento, mi fa veramente piacere un tale apprezzamento da un “veterano”. Spero che la prossima puntata riesca ad attrarvi ancor di più 😉